10 marzo 2017

Natale

Natale al Gregorianum

Il Natale in collegio arriva prima del Natale vero. Inizia nella prima settimana di dicembre, quando don Ivo e il direttore ricordano ai Gregoriani di firmare i biglietti augurali da inviare alle famiglie degli studenti, degli ex-studenti e alle persone che per vari motivi hanno avuto a che fare con il collegio. In breve, un augurio a tutte le persone cui il Gregorianum vuol bene e a tutte le persone che vogliono bene al Gregorianum. Per delle persone speciali ci vuole un augurio speciale. Da qui l’idea di rendere unico ed autografo il bigliettino augurale: una foto del collegio, un versetto della Bibbia, diverso di anno in anno, e poi in calce le firme di tutti gli studenti e della direzione, aperta dal presidente degli studenti di turno e chiusa dalla firma di don Ivo.

Nell’anno accademico in cui fui presidente degli studenti, i biglietti augurali erano circa seicento, numero più numero meno, e gli studenti più i membri della direzione ammontavano ad una settantina circa. Cio’ significa che in quell’anno, ed in media ogni Natale, più di quarantamila firme di Gregoriani, nessuna e dico nessuna uguale all’altra, si dispersero per l’Italia intera, giungendo a destinazione, poste italiane permettendo, la settimana prima di Natale. Ricordo ancora le puntuali telefonate della mamma: “sono arrivati gli auguri, c’è la tua firma! Ora il papà risponde…”. Risposte che non tardano ad arrivare e che vengono poi tutte esposte, nei primi giorni di gennaio, in sala tv, arrivando a coprire quasi due pareti.

A metà dicembre oramai il Natale è alle porte. Ecco quindi che in pochissimi giorni fioriscono i preparativi per il Natale, che viene solitamente festeggiato nel mercoledì che precede l’inizio delle vacanze natalizie. In questo giorno la festa è così organizzata: alle 19.00 c’è la celebrazione dell’Eucaristia, subito dopo la cena natalizia, a seguire la recita delle matricole e quindi la consegna dei regali al personale. I Gregoriani, si sa, sono persone estrememente organizzate e in questi frenetici giorni lavorano su più fronti.

Il gruppo “animazione liturgica”, coordinato dall’incaricato, si preoccupa, assieme agli assistenti spirituali, di preparare la liturgia. Bisogna scegliere i canti, fare delle prove assieme agli studenti che accompagneranno i canti con la chitarra, con il violino o con l’organo. Qui il Gregorianum non ha mai avuto problema alcuno annoverando tra i suoi studenti cantanti provetti, organisti d’eccezione (Gigi Collarile), un violino da brividi (Luca Novello) ed incaricati abilissimi nell’organizzare tutto nei minimi dettagli (Matteo Schivo). Mi permetto qui di ricordare solo alcuni dei molti nomi che mi sono rimasti impressi.

Un altro fronte su cui ci si impegna è quello altrettanto importante del presepe e delle decorazioni natalizie. Indimenticabile rimane per me il presepe a forma di mappamondo, che richiese sforzi notevoli, da parte anche di alcuni volenterosi studenti, nella sua preparazione. Era talmente bello ed originale che campeggiò imponente e ben illuminato in portineria per due Natali consecutivi (con alcune piccole modifiche)!

C’è poi il consueto spazio lasciato alla goliardia con la “recita delle matricole”. Questo è un evento particolarmente divertente ed atteso da tutti i Gregoriani. Uno studente più anziano, solitamente del secondo anno, viene scelto dal presidente degli studenti come regista della recita, un ruolo particolarmente delicato ed impegnativo. La recita ha due importanti caratteristiche. La prima è che gli attori sono le matricole, che reciteranno in pigiama di fronte a studenti e direzione. La seconda, lo scopo della recita, è riuscire a prendere simpaticamente in giro la matricola facendo uno spettacolo divertente. Il mio primo anno di collegio la recita fu organizzata da Nico Longo. Complici forse i capelli, un po’ più lunghi del dovuto, mi vestirono da donna, di tutto punto con calze e trucco pesante, assieme a Michele Albertini. Ricordo che nella mia recita ed anche negli anni immediatamente successivi uno dei temi fondamentali era lo “scontro” Nord-Sud. Tipicamente uno studente dal forte accento veneto veniva scelto per impersonare il “leghista”, mentre allo studente meridionale veniva appioppato il ruolo del “mafioso”. Il mio secondo anno ebbi invece l’incarico di regista e assieme a Fausto Colosimo e Pietro Pecchini, riuscimmo a far divertire parecchio i Gregoriani. In particolare, ricordo come fu difficile convincere un ancor timido Scarzello ad uscire in pigiama, davanti a studenti e direzione, dall’armadio porta carrello della sala mensa. E poi ancora Enrico Tittonel travestito da vampiro, Alberto Casetta da donna ed uno straripante Alessandro Lanza…

Questi preparativi avvengono in un periodo molto stressante per gli studenti, ricco di verifiche ed appelli di esami. Tutti però si dimostrano molto disponibili e felici, nonostante che le prove per i canti o per la recita vengano effettuate a notte fonda, dopo le lezioni con gli assistenti o i gruppi biblici. In questa frenetica settimana è principalmente il pensiero delle vacanze natalizie imminenti che funge da stimolo e riempie di allegria i corridoi e le stanze del collegio.

Il giorno della festa è quindi attesissimo e l’eccitazione è negli occhi di tutti. La Messa di solito è seguita anche dai membri del Consiglio di Amministrazione, che subito dopo porgono a noi e alle nostre famiglie gli auguri di Natale. L’anno in cui fui presidente ricordo che il prof. Merigliano alla fine della Messa, dopo gli auguri e le raccomandazioni, mi chiamò e donò agli studenti un biglietto della Lotteria Italia, chiedendomi di controllarlo e di contattarlo poi a gennaio nel caso di un’eventuale vincita.

Il ricordo più vivo che ho in mente ora è però certamente l’ingresso in una sala mensa addobbata a festa subito dopo la fine della Messa. Le luci sono spente e solo due piccole candele per tavolo illuminano i volti degli studenti e le pareti. La cena è una cena particolare, più ricca e gustosa del solito, con pandoro e spumante finale. Il clima è forse ancora più festoso delle cene per le feste di laurea. Ogni occasione è buona per intonare un canto, per prendere simpaticamente in giro la matricola di turno e per scherzare.

Le matricole finiscono la cena più in fretta rispetto agli altri, salgono nelle stanze e scendono in pigiama per ritrovarsi in aula magna, dove, in segreto, fervono i preparativi per l’imminente recita. Nel frattempo, gli studenti più anziani spostano i tavoli della sala mensa per fare spazio allo spettacolo e prendono posto assieme alla direzione. Le luci si spengono e tutte le matricole, un po’ emozionate, entrano in sala mensa reggendo una candela accesa e cantando solitamente “Tu scendi dalle stelle”. Il mio anno fummo talmente stonati che già alla prima strofa gli studenti anziani iniziarono a fischiarci. Poi dopo le varie “scenette” ed un ennesimo stonatissimo canto natalizio finale, il presidente degli studenti si alza e consegna al personale, a don Ivo, don Renato, al direttore e a Franca dei piccoli regali natalizi, ringraziandoli e porgendo a tutti gli auguri per un Natale sereno. Alle 22.00 tutto finisce. I Gregoriani con più energie e liberi da impegni accademici proseguono la festa al di fuori dal collegio con un brindisi in uno dei bar della zona, altri si chiudono nelle relative stanze a dormire.

Per tutti, specie per le matricole, è una notte felice e spesso ricca di sorprese….. ma questa è un’altra storia, ugualmente bella e indimenticabile, che racconterà qualcun’altro.

Matteo Viel
Studente al Gregorianum dal 1994 al 1999
Presidente degli studenti nell’a.a. 1996-97
Assistente dal 1999 al 2002