10 marzo 2017

Goliardia

Gaudeamus Igitur

Il «Gaudeamus Igitur» è considerato l’inno universitario internazionale. Adottato ufficialmente in Italia in occasione dei Saecularia octava (Bologna 1888), risuona sui campi universitari di mezzo mondo.

Il canto, di autore anonimo è databile attorno al XV secolo. Nel 1872 il Professor Gustav Schwetscke pubblicò ad Halle (Sassonia) un opuscolo ove riportò i canti che, imitati e trasformati nei secoli, originarono il testo odierno. Il primo, considerato il progenitore, è tratto da un manoscritto tedesco del XVI secolo e fu scritto in ischerno al matrimonio di Lutero. A sua volta esso era una parafrasi dell’inno del giorno di S.Martino, scritto da Antonio Urceo, detto Codro, nativo di Rubera, grecista e professore a Bologna dal 1482 al 1500.

Il canto composto da Antonio Urceo cominciava così:

Io Io Io Io
Gaudeamus Io Io
Dulces Homeriaci ..

a lui potrebbe aver risposto con le parole:

Gaudeamus igitur …

Domenico Strada, studente a Bologna nello stesso periodo, cui secondo alcuni va attribuita l’origine del canto.

Nel XVI secolo il canto venne introdotto in Germania dall’Italia: sono infatti di origine tedesca i testi più antichi che ci sono pervenuti. Nei canti studenteschi dei fratelli Keil del 1776 figura una versione del «Gaudeamus igitur» manoscritta che si avvicina abbastanza a quella odierna. Sembra che il canto, nel 1781, sia stato rielaborato e composto nella sua versione definitiva da C. W. Kindleben: sarà pubblicato per la prima volta a Tubinga nel 1813.

La musica, altrettanto famosa, anche se risale a tempi medioevali ha avuto, in epoca più recente, un padrino d’eccezione, quando Johannes Brahms ne ha realizzato una stesura orchestrale in occasione della laurea di un amico. L’Academic Festival Overture, op. 80 di breve durata (9’19”) si conclude con le battute del Gaudeamus.

La coppia di versi iniziale va ripetuta due volte, così come l’ultimo verso di ogni strofa.

Questa versione è tratta da Gaudeamus igitur ed altri canti goliardici , a cura di «Kong», Venezia, Stamperia già Zanetti, 1946. Ecco i link per ascoltare il canto goliardico: versione orchestrale, versione vocale.