10 marzo 2017

Il Ritiro

Il ritiro di Pentecoste

Da 40 anni, il collegio Gregorianum si propone alcuni obiettivi formativi per gli studenti che vi sono ospitati: la crescita dello studente in quanto professionista e studioso, la crescita a livello umano, e la crescita come cristiano. Proprio per ciò che concerne quest’ultima dimensione, oltre alla celebrazione dell’Eucaristia settimanale, al mercoledì, e gli incontri di approfondimento religioso, il collegio organizza una giornata di riflessione su alcuni temi concernenti la fede.

Questi ritiri spirituali, avvengono una volta all’anno, principalmente nel periodo che precede la Pentecoste. Tutti i Gregoriani sono invitati a partire, appena dopo pranzo, alla volta di un ameno luogo, che concili la meditazione e la riflessione. La meta preferita sono i colli Euganei, in particolare, negli ultimi anni, il santuario del Monte della Madonna.

Il pomeriggio spirituale, si articola in alcune fasi abbastanza fisse:
a. un’introduzione sul tema in questione, da parte di un relatore esperto della materia;
b. un momento di silenzio, meditativo: una sorta di “deserto”;
c. la celebrazione dell’Eucaristia.

Attraverso questo semplice schema, è possibile intravedere alcune dinamiche necessarie per la buona riuscita di una riflessione. Nella prima parte dedicata all’ascolto, si cerca di sviscerare il tema della giornata, di capirlo, di gettare le basi per poter elaborare un pensiero a partire da alcuni valori di fondo. Nella seconda parte, si sottolinea il bisogno che abbiamo di silenzio, di fare una pausa di riflessione tra il trambusto quotidiano degli eventi. In fine, la conclusione della giornata, non può che essere la celebrazione dell’Eucaristia, fine e termine di paragone per tutte le azioni che l’uomo cerca di compiere.

Ciò che stupisce, o comunque che rende queste giornate qualcosa di unico, è il clima che si respira partecipandovi. Infatti, tutti gli studenti, uniti alla direzione, si mettono insieme in ricerca su un tema comune, e sotto la luce di una fede comune. Questo permette una comunicazione molto sincera e partecipata, e fa superare anche le incomprensioni che avvengono quotidianamente in ogni comunità formata da persone dotate di senso critico.

Il clima, dunque, è molto positivo. Il ritiro spirituale è anche considerato un momento in cui finalmente ci si può dedicare alla ricerca di Dio, ma anche alla riflessione personale, spesso molto trascurata per riuscire a sostenere il ritmo dei vari esami, corsi, impegni. Inoltre, questo pomeriggio, è anche un pomeriggio di fraternità.

Infatti, nei momenti dedicati alla riflessione, alcuni approfittano per poter discutere insieme con altri collegiali, sempre mantenendo un clima di silenzio (indispensabile per lasciare a tutti la necessaria concentrazione). Ecco allora che il ritiro spirituale, diventa un’occasione di crescita plurima. Ci fa crescere come cristiani, perché riflettiamo su temi di fede in maniera più approfondita del solito e ci fa crescere come comunità perché possiamo raccontarci agli altri, e creare delle relazioni rese solide dalla comune ricerca della verità.

Spesso, al termine del ritiro, alcuni studenti si trattengono sui colli padovani concludendo la giornata con una cena in allegria, unendo così il ristoro del corpo a quello dello spirito.

Alan Ale Oxandabarat
Studente al Gregorianum dal 1997 al 2003
Presidente degli studenti nell’a.a. 2000-2001