10 marzo 2017

Quando un’istituzione diventa passione …

Quando un’istituzione diventa passione, ragione di vita, oltre che ministero. È il caso del Collegio universitario Gregorianum in rapporto – per così dire – a monsignor Ivo Sinico, che da sempre è soltanto “don Ivo” per tutti.

Si dà il caso, infatti, che gran parte dell’attività sacerdotale e intellettuale di questo prete nato a Montagnana 79 anni or sono sia legata al collegio del quale fu uno dei cofondatori nel lontano 1963. E adesso don Ivo ha lasciato. Ha lasciato per via dei “raggiunti limiti di età”, che pure nella Chiesa hanno il loro valore e ai quali ci si deve attenere, anche se, ovviamente, don Ivo continua, in altre sedi, a portare avanti quel ministero per il quale fu ordinato il 9 giugno 1950. Oltre mezzo secolo di sacerdozio, quindi, e oltre un quarantennio di assistenza spirituale al Gregorianum costituiscono un bel bilancio.

Certo, prima di essere tra i fondatori del collegio, il prete di Montagnana aveva ricoperto diversi ruoli, fra i quali quello di direttore del Collegio universitario Studium, assistente al Collegio don Mazza e, contemporaneamente all’impegno al Gregorianum , vicario episcopale per la catechesi e l’azione liturgico-sacramentale (dal 1973 al 1992).

L’idea di dare vita ad un’istituzione atta a raccogliere universitari che, nell’impegno quotidiano dello studio, fossero disponibili a far propri gli ideali formativi, culturali e religiosi della Fuci (Federazione Universitari Cattolici Italiani) era nell’aria, prima della fondazione del Collegio di via Marcel Proust, tanto che per la realizzazione di questo disegno si erano ipotizzate varie soluzioni in sedi diverse: Roma, Firenze, Venezia. E invece fu Padova, grazie alla pronta accoglienza del vescovo Girolamo Bortignon. E si chiamò “Gregorianum “, il collegio, in omaggio al grande Gregorio Barbarigo. Primo direttore fu il futuro preside della facoltà medica dell’ateneo patavino Carlo Maria Gregolin (cofondatore). Altri direttori si sono succeduti in questo ampio arco di tempo: a restare “fisso” è stato soltanto lui, l’assistente spirituale don Ivo. Ma anche per lui, adesso, è arrivato il tempo di ritirarsi.

Echeggiando l’Ecclesiaste, possiamo dire: tempo di lavoro e tempo di riposo. Quello del nostro sacerdote è riposo più che meritato. Il testimone adesso è passato a don Leonardo Scandellari. Tocca a lui continuare la corsa.

Giovanni Lugaresi