10 marzo 2017

Filippo Franceschi

In occasione dell’anno accademico 1982-83 e per dare la giusta solennità e gli appropriati contenuti all’annuale avvio della vita della comunità studentesca, al collegio universitario “Gregorianum” venne chiamato mons. Filippo Franceschi, da pochi mesi vescovo di Padova. Ricordo la quasi emozione congiunta alla profonda gioia e soddisfazione con la quale accettò l’invito vissuto ed interpretato come la giusta e naturale occasione per incontrare un qualificato e numeroso gruppo di studenti e di docenti che, nella sua sensibilità di pastore incline a confrontarsi con il mondo giovanile e con quello accademico, giudicava il più adatto ad accogliere un messaggio di responsabilità e di intensa partecipazione alla vita ecclesiale.

L’auditorium, anche per la singolarità della circostanza, si presentò affollato ed incapace di accogliere tutti. Fu una splendida lezione di teologia conciliare nella quale veniva tratteggiato il contenuto formativo a sostegno dell’impegno laicale unitamente ad una analisi delle ragioni che, allora come ora, richiamavano alla urgenza ed alla preziosità di una espressione coerente e matura di vita cristiana.

Tornando in vescovado mons. Franceschi, anche perchè sorpreso e sostenuto dalla festosa qualità della accoglienza ricevuta, valutava come altamente positiva l’opportunità vissuta coniugando l’avvenimento con la felice intuizione che era alla base della nascita del Gregorianum e dell’alto livello della sua impostazione formativa. Un piccolo ricordo questo, ma anche un necessario ponte per rivalutare un passato e per progettare un futuro.

Giancarlo Minozzi
Responsabile ufficio stampa diocesano


“Il soggetto primo della pastorale è questa Chiesa, che è pellegrina in Padova […]. L’indicazione ha il significato e il valore di un chiaro impegno che la diocesi deve assumersi nei riguardi dell’università, nel rispetto della sua natura, ma anche cosciente della rilevanza che la sua presenza ha per la città e per la Chiesa. Non è un corpo estraneo e se ha regole e autonomia di vita da rispettare, se ha suoi tempi e sue cadenze, resta pur sempre nel tessuto vivo di questa città e termine di doverosa e preferenziale attenzione della Chiesa […]. Mi sembra debba essere meglio individuato il ruolo dei gruppi e dei movimenti ecclesiali presenti in ambiente universitario e gli stessi collegi la cui consistente presenza può trovare una collocazione all’interno di un progetto pastorale. Per non parlare del gruppo di docenti impegnati nella riflessione e capaci più di altri di dare un valido apporto nel promuovere un’adeguata azione pastorale […].

Universa universis patavina libertas resta un motto e un impegno per la secolare e celeberrima università di Padova: non è contrario alla sua nobile tradizione ritrovare nella fede cristiana un ulteriore motivo ad onorare la libertà della ricerca e la libertà di ogni persona. La fede ricorda che l’uomo è chiamato alla libertà dei figli di Dio con l’impegno di sottrarre la creazione tutta, raccogliendone il gemito, alla servitù della corruzione, per renderla partecipe di quella regale libertà che san Giacomo indica come la via per coloro che hanno accolto la Parola di Dio”.

(Dalla relazione tenuta dal vescovo Filippo Franceschi al Centro Universitario diocesano, Padova 1983)


Cenni biografici su mons. Filippo Franceschi

1924 Nasce a Brandaglio, frazione di Bagni di Lucca il 15 maggio.
1933 Entra in seminario a Lucca dove compie studi classici e teologici.
1946 Ordinato sacerdote inizia il suo ministero come assistente dell’A.C. diocesana.
1949-52 E’ viceditettore del collegio universitario Augustinianum mentre studia Lettere alla Cattolica di Milano, dove si laurea nel 1953 con il massimo dei voti.
1955-64 Viene richiamato nella diocesi di provenienza a Lucca dove ricopre diversi incarichi in seminario, nelle scuole, in parrocchia e nella Fuci.
1960 Consegue la licenza in teologia all’università Lateranense di Roma.
1964 A Roma viene nominato da Paolo VI assistente nazionale dei giovani di Azione cattolica (Giac). Collabora con don Costa e Vittorio Bachelet alla rifondazione dell’A.C.I.
1970 Viene consacrato vescovo il 29 giugno.
1976 Arcivescovo di Ferrara e Comacchio.
1982 E’ nominato vescovo di Padova. Entra a far parte del consiglio permanente della CEI ed è delegato vescovile alla Conferenza episcopale del triveneto per la catechesi.
1985 E’ tra gli artefici del convegno ecclesiale di Loreto su “Riconciliazione cristiana e comunione con gli uomini”.
1987 Presiede la commissione preparatoria del Primo convegno ecclesiale triveneto “Comunità cristiane e futuro delle Venezie”.
1988 Muore a Padova il 30 dicembre.