Ne vale la pena? Il dialogo oltre la condannato

Incontro con Elvio Fassone sul tema Legge e Misericordia.

martedì 13 novembre 2018 – ore 20:45

L’eterno interrogativo sul “perché si punisce?” allarga la dimensione di quello più religioso di “chi sono io per punire?”; in fondo anche i giudici a volte si trovano a spegnere una vita, sia pure dietro lo scudo della legge. Ma mai un uomo, o un atto umano, è tutto samsara o tutto nirvana: mai un uomo è interamente santo o interamente peccatore. Per questo un condannato potrà perdere la libertà per un temo anche lungo, ma non deve perdere la dignità e la speranza: deve rimanere uomo libero, conservando la sua dignità, anche in carcere.

Durante gli incontri di uno degli itinerari di formazione tenuti lo scorso anno al Gregorianum, un gruppo di studenti insieme a padre Guido Bertagna si è interrogato proprio sul dualismo tra “Legge e Misericordia”. Per il cristiano una volta che il peccato ha infranto la Legge, a Dio resta solo la misericordia; come ci insegna Gesù nell’incontro con la donna sorpresa in adulterio  (Gv 8,1-11) che si conclude con la celebre e per certi versi scandalosa esortazione: «Neanch’io ti condanno; va’ e d’ora in poi non peccare più» (si veda a questo proposito il bel commento di Enzo Bianchi che ben chiarisce i termini della questione).  Al giudice invece sono consentiti solo gli stretti margini che la legge lascia alla sua discrezionalità.

Discuteremo di questo tema a partire dall’esperienza che il relatore Elvio Fassone (già magistrato di Cassazione, membro del CSM e Senatore della Repubblica Italiana) ha fatto avviando un irrituale dialogo epistolare, che dura da più di 26 anni, con Salvatore, pluriomicida boss della ‘ndrangheta, allora ventottenne, che il giudice aveva condannato all’ergastolo al maxiprocesso che si svolse a Torino nel 1985.

Da quell’esperienza è nato il libro Fine pena: ora, Sellerio, Palermo, 2015.

La locandina dell’incontro è scaricabile qui.

Gli ex allievi del Gregorianum che vorranno partecipare sono invitati anche alla cena alle ore 19.45, previa comunicazione della loro presenza.